Aumento dei casi di Chikungunya ed espansione dell’epidemia nella Guyana francese nel 2026.

Maggio 23, 2026

Chikungunya nella Guyana francese: aumento costante dei casi ed espansione dell’epidemia nel 2026. La Guyana francese continua a registrare una circolazione attiva del virus chikungunya per tutto il 2026. Da gennaio al 7 maggio sono stati confermati 249 casi di trasmissione locale, con una netta accelerazione della trasmissione nelle ultime settimane. Nella sola settimana epidemiologica 18 sono stati segnalati 40 nuovi casi, dopo i 61 della settimana 17, i 33 della settimana 16 e i 15 della settimana 15. La maggior parte dei casi (198; 80%) si concentra nel settore del Litorale Occidentale, nella Guyana francese occidentale, vicino al confine con il Suriname. Il 23 aprile le autorità sanitarie hanno dichiarato quest’area in fase epidemica, il livello di allerta più alto previsto dal sistema di sorveglianza locale. Inoltre, è stato attivato il livello 3 del piano ORSEC per il controllo degli arbovirus, corrispondente a un’epidemia a bassa intensità.

Anche altre aree mostrano una progressiva espansione della trasmissione. Il settore dell’Île de Cayenne si trova attualmente nella fase di “cluster epidemico”, mentre Maroni e Savanes rimangono in una situazione di trasmissione sporadica. Al momento, le regioni di Intérieur, Intérieur Est e Oyapock rimangono in fase di sorveglianza, senza casi rilevati. Tutti i casi sono stati confermati tramite RT-PCR. L’analisi genetica ha identificato un ceppo appartenente al genotipo ECSA (Africa orientale/centrale/meridionale), sebbene privo della mutazione E1-A226V, classicamente associata a un maggiore adattamento alla zanzara Aedes albopictus. Le sequenze rilevate mostrano anche una stretta relazione genetica con i ceppi recenti in circolazione a Cuba e in Brasile. Anche il contesto regionale è motivo di preoccupazione. Il Suriname, paese confinante con la Guyana francese occidentale, ha segnalato 2.579 casi tra gennaio e metà marzo 2016, a testimonianza dell’intensa circolazione regionale del virus nel nord del Sud America.

L’ECDC osserva che la stagione delle piogge nella Guyana francese, da gennaio a luglio, favorisce significativamente la proliferazione delle zanzare Aedes e la trasmissione della chikungunya. Sebbene il rischio per i viaggiatori europei sia attualmente considerato basso, le condizioni ambientali in Europa stanno diventando progressivamente più favorevoli all’attività del vettore e alla potenziale trasmissione locale durante i prossimi mesi più caldi. Le autorità sanitarie esortano i viaggiatori a rafforzare le misure preventive, in particolare l’uso di repellenti per insetti, indumenti a maniche lunghe, alloggi con aria condizionata o zanzariere e a valutare la vaccinazione contro la chikungunya, quando disponibile e raccomandata in base al Paese di provenienza del viaggiatore. L’ultima grande epidemia di chikungunya nella Guyana francese si è verificata tra il 2014 e il 2015, quando sono stati segnalati oltre 16.000 casi sospetti e circa 500 ricoveri ospedalieri. Studi successivi hanno stimato una sieroprevalenza di circa il 20% della popolazione nel 2017.

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