Grave infezione da chikungunya in un viaggiatore di ritorno dallo Sri Lanka all’Australia.

Giugno 16, 2026

Un articolo descrive un grave caso di infezione da virus Chikungunya in un viaggiatore australiano di 64 anni rientrato dallo Sri Lanka nel 2025. Il paziente ha presentato febbre, confusione acuta, cefalea, rigidità nucale, mialgie e un progressivo deterioramento neurologico poco dopo il suo ritorno in Australia. L’infezione è stata confermata mediante RT-PCR su siero, urina e liquido cerebrospinale, e il sequenziamento genomico ha mostrato che il virus apparteneva al lignaggio dell’Oceano Indiano, associato all’epidemia di Chikungunya nello Sri Lanka tra il 2024 e il 2025.

Il decorso è stato complicato, con probabile meningoencefalite, deficit cognitivo, sintomi extrapiramidali, perdita transitoria della vista, grave trombocitopenia, anemia, rabdomiolisi, iperferritinemia ed un ematoma retroperitoneale spontaneo che ha richiesto trasfusioni. Sebbene il paziente non fosse immunocompromesso, presentava comorbilità cardiovascolari, consumo abituale di alcol e un deficit cognitivo preesistente non diagnosticato: fattori che potrebbero aver ridotto la sua riserva fisiologica e contribuito a un decorso più grave della malattia.

Questo caso sottolinea che, sebbene la chikungunya causi tipicamente febbre con artralgia e sia raramente fatale, può portare a gravi complicazioni neurologiche ed ematologiche, soprattutto negli anziani o in coloro che presentano patologie preesistenti. Gli autori sottolineano che, a differenza di altre infezioni come la dengue o la malaria, non esistono criteri ben definiti per stabilire o prevedere la gravità della chikungunya. In conclusione, l’articolo mette in guardia dal rischio di chikungunya grave nei viaggiatori di ritorno da aree con focolai attivi, in particolare nell’Oceano Indiano e nello Sri Lanka.

Data la mancanza di un trattamento antivirale specifico, la prevenzione rimane fondamentale: protezione dalle punture di zanzara, sorveglianza epidemiologica, diagnosi precoce nei viaggiatori febbrili e, in futuro, il potenziale ruolo dei vaccini contro la chikungunya.

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