Un nuovo studio pubblicato su PLOS Neglected Tropical Diseases esamina l’epidemiologia, la sieroprevalenza e la circolazione del virus chikungunya nell’Africa meridionale, in particolare nei paesi del blocco SADC. La revisione sistematica ha incluso studi pubblicati tra gennaio 2012 e ottobre 2015 e ha identificato 20 articoli con dati provenienti da otto paesi: Madagascar, Mozambico, Repubblica Democratica del Congo, Angola, Tanzania, Malawi, Sudafrica e Mauritius.
I risultati mostrano che la chikungunya non è un evento isolato nella regione. La sua circolazione è stata confermata in contesti urbani, rurali, periurbani e costieri, con prove di trasmissione sostenuta in alcune aree. Inoltre, il virus appare frequentemente in contesti di co-circolazione con altri arbovirus come dengue, Zika, virus del Nilo occidentale e febbre della Rift Valley, il che complica la diagnosi clinica e la sorveglianza epidemiologica. Il quadro clinico descritto è caratterizzato principalmente da febbre acuta e artralgia intensa, ma lo studio include anche complicazioni neurologiche e sequele muscoloscheletriche persistenti.
Le donne in età fertile e lavorativa sembrano essere uno dei gruppi più colpiti, sebbene i dati disponibili rimangano eterogenei e difficili da confrontare tra i diversi paesi. Una delle principali conclusioni dello studio è che la chikungunya è probabilmente sottodiagnosticata nell’Africa meridionale. La sorveglianza continua a basarsi in gran parte sulla sierologia, mentre la conferma molecolare e il sequenziamento sono concentrati principalmente nei contesti epidemici. Inoltre, il rilevamento del virus nelle zanzare anche in assenza di casi umani conferma l’importanza di rafforzare la sorveglianza entomologica. Lo studio sottolinea la necessità di passare a sistemi di sorveglianza integrati che combinino diagnostica molecolare, sieroepidemiologia, sorveglianza dei vettori, analisi climatica e un approccio One Health.
In un contesto di urbanizzazione, mobilità umana, cambiamenti ambientali ed espansione dei vettori Aedes, prevedere la trasmissione sarà fondamentale per migliorare la preparazione regionale contro la chikungunya e altri arbovirus emergenti. Al Global Risk Atlas, continuiamo a integrare le più recenti evidenze scientifiche per migliorare la comunicazione del rischio, la sorveglianza epidemiologica e il processo decisionale in ambito di salute globale e medicina dei viaggi.




